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Capita che uno, ad un certo punto, voglia provare a capire che cosa ha imparato negli ultimi tre anni di utilizzo della reflex digitale. E capita pure che l'occasione venga da un matrimonio dove manca un fotografo professionista. E allora via, allo sbaraglio! La prima fase è quella del controllo e reperimento del materiale. Scartato l'uso del flash per la totale inesperienza con flash appena più decenti di quello del corpo macchina, mi dedico alla ricerca di un numero di batterie e schede di memoria che possa coprire qualunque necessità di scatto (compreso un improbabile sbarco alieno in coincidenza con il matrimonio). Fatto questo, dedico una trentina di secondi a decidere che scatterò in RAW a 1600 ISO senza aver nemmeno visto la chiesa, troppo lontana per un sopralluogo. Per rendere la cosa ancor più emozionante, decido di arrivare alla cerimonia contemporaneamente alla sposa (vabbè, in questa decisione la preparazione del resto della famiglia ha avuto un suo peso). Coerente con le mie decisioni scatto la prima foto allo sposo che entra al braccio della madre con il flash e a 100 ISO. Stupendo perfino me stesso, a questo punto mi ricordo di cambiare le impostazioni e da ora in avanti mi occupo delle inquadrature. La cosa più difficile delle foto in chiesa è trovare un'inquadratura da cui non spunti qualche parente indesiderato. Trovando un minimo sconveniente piazzarmi al centro dell'altare al posto del sacerdote, le foto più pulite sono quelle fatte lungo il corridoio centrale. Hanno il lieve difetto di riprendere gli sposi di spalle, però. Scatta che ti riscatta alla fine sono riuscito a trovare un'angolazione che come sfondo avesse una colonna a righe verticali bianche e rosa … Un'altra cosa che colpisce è che gli sposi stanno fermi per il 95% del tempo nella stessa posizione. Questo aiuta a non perdere l'attimo ma alla lunga non è che consenta grandi novità nelle inquadrature! E poi bisogna stare attenti ai momenti clou. E in quei momenti concentrarsi su quello che avviene senza distrazioni esterne. Per esempio, durante lo scambio degli anelli, la presenza di una figlia appesa a una gamba che dice a voce alta: "Papà, voglio stare con te", non è molto indicata. Annoiato dalla mancanza di movimento, ogni tanto mi concentro sul figlio della coppia che scorazza per la chiesa. E in quei momenti rimpiango la staticità degli sposi. E da ultimo, le foto di rito e l'uscita dalla chiesa. Le foto di rito non sono difficili ma sono terribilmente noiose e banali. Tant'è vanno fatte. Per l'uscita dalla chiesa vale il discorso dei momenti clou. Poco tempo per scattare, un'unica occasione, un cambio repentino di luminosità che va previsto e gestito e un miliardo di parenti in posizioni che non dovrebbero occupare. Insomma, un casino. Ma il vero fotografo si vede dopo, mi dico … quando può mettere gli sposi con lo sfondo che preferisce, trovare paesaggi incantevoli … Il punto è che gli sposi dovrebbero essere interessati alle foto … in questo caso il grido "Tutti a mangiare" sovrasta ogni velleità e mi inchino agli antipasti di mare. |